IL COA DI SANTA MARIA CAPUA VETERE PROMUOVE UNA MOZIONE CONTRO L’AUTOMATISMO SANZIONATORIO NEL CIVILE
L’Ordine degli Avvocati di Santa Maria Capua Vetere ha approvato e trasmesso una mozione urgente indirizzata all’Organismo Congressuale Forense (OCF), al Consiglio Nazionale Forense (CNF) e a tutti gli Ordini d’Italia per chiedere un intervento normativo sull’art. 248 del Testo Unico Spese di Giustizia (TUSG).
L’introduzione del comma 3-bis ha infatti eliminato, per i soli procedimenti civili, l’obbligo di notifica dell’invito bonario di pagamento in caso di omesso o insufficiente versamento del Contributo Unificato. Decorsi soli 30 giorni, si passa direttamente al ruolo coattivo con l'irrogazione di sanzioni che possono arrivare fino al doppio del tributo, senza che il cittadino o il professionista abbiano la possibilità di effettuare un ravvedimento operoso o di regolarizzare la posizione prima della cartella esattoriale.
Quali sono le criticità evidenziate nella mozione?
Disparità di trattamento ingiustificata: Rispetto ai procedimenti penali, amministrativi o tributari (dove l’avviso bonario resta obbligatorio), il processo civile viene penalizzato in modo sproporzionato.
Vizio di interlocuzione: Viene negato al contribuente il diritto di conoscere la pretesa o contestare eventuali errori di calcolo prima dell'applicazione della sanzione.
Impatto sui professionisti: Si scarica sugli avvocati una responsabilità oggettiva e punitiva anche a fronte di semplici e frequenti incertezze interpretative sugli scaglioni di valore.
Le richieste avanzate dal COA:
Abrogazione del comma 3-bis dell’art. 248 TUSG e ripristino del regime dell’invito bonario per tutti i procedimenti civili.
In subordine, la possibilità di adempimento spontaneo senza sanzioni fino alla notifica della cartella di pagamento.
L'impegno del CNF a valutare la questione di legittimità costituzionale del comma 3-bis per contrasto con gli articoli 3, 24, 97 e 111 della Costituzione.
ancora una volta il COA di Smcv si mobilita per la tutela dei diritti dei cittadini, la correttezza dei rapporti con la Pubblica Amministrazione e la dignità della professione.